Cosa sono i Microrganismi efficaci

EM è l’acronimo della locuzione inglese “Effective  Microorganism”

Nella traduzione italiana si sarebbe potuto usare più correttamente il termine “efficace” in quanto effettivo, nella nostra lingua, significa vero, reale, concreto; tuttavia si è ritenuto che la semplice assonanza con “effective” rendesse meglio l’idea  di microrganismi “che producono effetti”, donando così al marchio “EM” una chiara connotazione di unicità e riconoscibilità, che va ben oltre il semplice aggettivo “efficace”.

La loro scoperta non è  recentissima,  risale infatti  all’inizio degli anni ’80 e la si deve al professore giapponese di agronomia Teruo Higa che aveva cominciato a studiare l’utilizzo dei microrganismi in agricoltura, come alternativa ai prodotti chimici.

Gli studi del professore erano svolti su microrganismi conosciuti, di cui erano già stati scoperti i singoli meccanismi d’azione .

Inizialmente, come sempre, l’approccio allo studio fu unilaterale, osservando i processi applicativi dei singoli ma, col passare del tempo, l’attenzione delle sue ricerche si spostò sui comportamenti di gruppi di microrganismi che si rivelarono completamente diversi da quelli dei singoli.

La scoperta degli “EM” consiste in una miscela di 81 specie differenti di microrganismi, non modificati geneticamente, che in questa coesistono in simbiosi.

Pertanto il focus della scoperta va centrato sulle facoltà straordinarie della miscela, che si manifestano con una potenza antiossidante finora sconosciuta.

In essa, per esempio, convivono microrganismi sia aerobici che anaerobici; queste due tipologie, solitamente antagoniste, sono presenti nella miscela non in competizione ma in simbiosi,  in quanto gli uni vivono e si moltiplicano con le sostanze di scarto prodotte dagli altri (gli aerobici producono biossido di carbonio mentre gli anaerobici producono ossigeno).

Le specie di microrganismi presenti nella miscela appartengono tutti al gruppo dei rigenerativi.

In base al principio della dominanza vigente nella società dei microrganismi dove quelli neutrali (circa il 90% della popolazione) seguono il gruppo dominante, svolgendo le stesse azioni, questi, se applicati correttamente, diventano dominanti nell’ambiente in cui vengono introdotti inibendo l’azione dei loro antagonisti, i microrganismi degenerativi.

In tal modo si origina un ambiente rigenerativo (pro-biotico) che innesca un processo auto-generante nel tempo.

L’importanza della scoperta degli EM sta appunto nella potenza rigeneratrice che si sviluppa dalla miscela, prodotta dalle infinite sinergie che si stabiliscono tra i diversi tipi di microrganismi in essa presenti.

Gli “EM” laddove applicati correttamente, migliorano effettivamente ed efficacemente l’ambiente microbiologico, favorendo la fermentazione utile ( maturazione) invece della putrefazione, decomponendo molecole complesse e generando al contempo prodotti metabolici come antibiotici, enzimi e sostanze antiossidanti.

I Microrganismi Effettivi, applicati in agricoltura, hanno un ampio spettro di effetti benefici:

  • fissazione del l’azoto atmosferico;
  • solubilizzazione delle sostanze nutritive;
  • generazione della sostanza organica nel suolo, attraverso la fotosintesi;
  • miglioramento delle proprietà fisiche del terreno;
  • aumento dello sviluppo radicale delle piante coltivate (con aumento di produzione);
  • aumento della germinabilità delle sementi;
  • cura delle malattie attraverso la produzione di antibiotici;
  • rafforzamento del sistema immunitario delle piante;
  • aumento delle sostanze antiossidanti nei frutti e nei semi (migliore conservabilità);
  • aumento della qualità dei cibi (con effetti benefici sulla salute umana e animale);
  • miglioramento della digeribilità dei cibi per animali;
  • eliminazione del cattivo odore dagli allevamenti;
  • contrasto dei processi ossidativi.

Perchè è così importante la scoperta degli “EM”

Per poter comprendere fino in fondo l’importanza di questa scoperta, è indispensabile, innanzitutto, focalizzare l’attenzione su un aspetto fondamentale dell’esistenza della vita sul nostro pianeta, che la stragrande maggioranza delle persone non conosce perché ignorato dai corsi scolastici: i microrganismi.

Poco o nulla sappiamo di loro, normalmente tendiamo ad associarli alle malattie, ai patogeni ma da sempre l’uomo li usa per produrre il pane (lieviti), i formaggi (lattobacilli), le bevande fermentate (vino, birra, aceto, ecc…).

I microrganismi sono state le prime forme di vita a moltiplicarsi sulla terra e a co-evolversi, in condizioni via via sempre diverse, negli ultimi 3,5 milioni di anni.

Hanno così creato una varietà metabolica enorme, di gran lunga superiore a tutte le altre manifestazioni di biodiversità combinate insieme, sviluppando la capacità di vivere al meglio in ambienti che dal punto di vista fisico-chimico risultano impossibili sia per le piante che per gli animali (a temperature superiori a 100° C e inferiori a 0° C, in  ambienti altamente tossici, finanche radioattivi, nelle rocce, nel carbone, nel petrolio, in pratica ovunque).

È stato calcolato che il peso complessivo dei microrganismi presenti sulla terra, nell’acqua e nell’aria sia 25 volte il peso di tutti gli altri esseri viventi messi insieme.

In un grammo di terra ci sono più di 10.000 specie microbiche differenti.

Non solo si trovano ovunque ed eccedono la quantità di piante ed animali ma possiamo affermare che: la terra è, di fatto, un pianeta microbico, in quanto nessuna forma vivente è in grado di vivere senza i microrganismi, questi infatti eseguono processi bio-geo-chimici vitali per il suo funzionamento, a partire dal trattamento degli elementi della vita come il carbonio, l’azoto, l’ossigeno, lo zolfo e il fosforo: senza il riciclo dei microrganismi tutto resterebbe bloccato, in forma minerale e gassosa.

Coprono ogni superficie, compresa quella degli organismi superiori, dei quali formano la seconda pelle.

Nel corpo e sul corpo, il numero dei microrganismi presenti, eccede di 10 volte il numero complessivo delle nostre cellule e costituiscono circa il 10% del nostro peso.  

Se i microrganismi non esistessero, tutto cesserebbe di esistere e la Terra, in brevissimo tempo, scomparirebbe sotto uno strato solido di sostanze morte come resti di piante, cadaveri mummificati, fango.

Ora, sebbene la scoperta dei microrganismi sia vecchia di oltre un secolo, la presa di coscienza della sua importanza è recentissima ed ancora ignorata dai più. Si stima che le conoscenze attuali sulla microbiologia non superino l’1%.

Principio della dominanza

Indispensabile, per poter comprendere a fondo l’importanza della scoperta dei Microrganismi Effettivi, è conoscere il principio della dominanza: bisogna sapere che i microrganismi, nel loro insieme, si possono dividere in tre diverse categorie:

  • degenerativi o patogeni (attraverso processi ossidativi producono i radicali liberi);
  • rigenerativi. Producono sostanze antiossidanti e quindi sono pro-biotici, perché l’ossidazione è il fenomeno che porta al deterioramento dei materiali e dei tessuti e, di conseguenza provoca il loro invecchiamento;
  • neutrali (sono la maggioranza, circa il 90%). Da alcuni studiosi questi ultimi vengono chiamati “opportunisti” perché non sono specializzati e possono svolgere indifferentemente le due azioni.

Secondo il principio della prevalenza o dominanza, i microrganismi neutrali finiscono per svolgere l’attività del gruppo dominante, il cosiddetto “leader”.

Ed è proprio sulla base di tale principio che si inserisce l’attività degli “EM” e la sua importanza risulta straordinaria in quanto, appartenendo gli EM al gruppo dei microrganismi rigenerativi, quando questi vengono inseriti correttamente in un ambiente, scalzano i microrganismi degenerativi assumendo  la leadership e trascinando in questa direzione anche l’attività dei microrganismi neutrali che, essendo praticamente la  totalità, danno vita ad un ambiente rigenerativo (pro-biotico) con un processo auto-rigenerante nel  tempo.

Laddove applicati, migliorano effettivamente ed efficacemente l’ambiente microbico favorendo la fermentazione utile (maturazione) a discapito della fermentazione nociva (putrefazione), decomponendo molecole complesse e generando al contempo prodotti metabolici come antibiotici, enzimi e antiossidanti.


Autore

Puliti Senza Chimica

La nostra Associazione divulga la tecnologia dei Microrganismi Effettivi per eliminare detersivi chimici per le pulizie delle nostre case, rendendo tutti noi agenti positivi del risanamento ambientale.